giorno 13

Se proprio devo definirmi con un aggettivo, direi ambiozioso, dioporco.
Cioè sono uno di quei tipi che quando arriva al successo, poi vuole comunque di più.
All'età di 16 anni già ero conosciuto nel quartiere perchè sempre cacato in culo. Puzzavo di merda a distanza ed ero rispettato da tutti.
Chiunque sapeva che al primo sgarro una manata di merda se la acchiappava senza neanche poter dire grazie. Insomma cominciavo già a tirare i primi ceffoni in giro e chi se li incassava si stava muto. I più grandi mi guardavano con quel misto di stupore e fierezza. Ma fare brutto non mi bastava, volevo vivere di prepotenza e soprusi. Dovevo alzare il livello dello scontro, dovevo diventare una star.
Una mattina, tra un porco dio e l'altro, mi venne l'idea: sbrattare merda in giro. Insomma si trattava di cacare, laddove nessuno aveva mai osato, lasciare merda ovunque.
Ogni posto divenne buono, cagavo in ogni dove: casa di amici, in macchina, a scuola, in chiesa.
In pochi mesi in giro non si parlava d'altro, ero finalmente una celebrità. La gloria e con essa la fica erano arrivate.

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