giorno 16

Di tutte le categorie umane che disprezzo, le merde più luride sono per distacco i radical chic. Porco dio.
Boriose teste di cazzo che si sentono intellettualmente e moralmente superiori a tutti perchè hanno letto due libri del cazzo.
Si considerano liberi pensatori, e dicono tutti le stesse quattro cazzate.
Sono per la rivoluzione, ma quella da salotto.
Vogliono fare le barricate, ma con i mobili degli altri.
Odiano i fascisti perchè sono ignoranti, monopensiero e razzisti...esattamente come loro.
A ste fogne striscianti qualcuno doveva dare una lezione e così ho pensato di regalarmi una serata divertente. Nella mia città del cazzo i circoli arci-merda abbondano, quindi decido di entrare in uno di sti letamai, pieni di sti barbuti invertebrati.
Lo show ha inizio da  subito quando, sfondata la porta con un calcio, il testa di cazzo all'entrata mi chiede se ho la tessera arci. Non ha finito la frase che il cazzotto che gli ho ficcato in bocca comincia a fargli sanguinare la sua faccia da scroto. Un paio di gomitate negli occhi servono a farlo svenire, raccolgo un po' del suo sangue, lo assaggio e me lo spalmo sulle guance fissando con lentezza i quattro coglioni e le due puttane presenti nella stalla. Mi godo i loro sguardi terrorizzati, impietriti: dove è finita la vostra boria del cazzo ora ?
- E' qui che si fa la rivoluzione ? - sibilo, con una voce che sembra arrivare dritta dall'inferno.
Nessuno risponde, nessuno si muove, nessuno reagisce. Il loro terrore però lo percepisco bene, come una scarica elettrica che mi frusta la spina dorsale: è la sensazione più cazzuta al mondo e mi fa sentire fottutamente vivo.
Prendo una sedia e con tutta la forza che ho in corpo la sfracello contro le ginocchia del primo barbuto. Il coglionazzo caccia un grido di dolore straziante ed io provo quasi un orgasmo, ho il cazzo duro mentre gli fracasso la testa a calci.
E' venuto il momento degli altri, raccolgo una gamba della sedia, tiro un calcio brutale nelle palle al secondo stronzo, che si piega in due. Comincio a martellargli la sua testa di cazzo con la gamba della sedia fino a sfondargli il cranio.
Ora il mio respiro è affannoso, ho gli occhi fuori dalle orbite...che droga meravigliosa che è la violenza, quanto mi fa sentire potente; mi nutre e mi fa sentire invincibile.
Mi fermo un attimo, mi godo il momento...avanzo verso il bancone, prendo una pinta di birra abbandonata e la sfracello in faccia al rasta versa-alcool. Le schegge di vetro gli si conficcato nel viso e negli occhi , è una maschera di sangue, sembra un fottuto quando cubista. Vedo una bottiglia di Jameson, la apro con calma, mentre mi godo i gridolini di dolore degli infami a terra. Me lo verso in un bicchiere e lo sorseggio con lentezza, accendendomi una sigaretta. Ora e qui: questo è il mio momento, mi sento volare, la testa che pulsa in modo ritmico e quel senso di soddisfazione e pienezza che mi avvolge come il calore del whiskey che mi contorce le budella.
Faccio cadere la bottiglia sul pavimento, va in mille pezzi ed il nettare degli Dei si spande sul pavimento e sulla base bel bancone di legno. Tiro un'ultima boccata di paglia e la butto sull'alcool a terra, comincia a bruciare. Mi allontano a passi lenti, godendomi ogni attimo...a mai più rivederci arrosticini barbuti: insegnate al diavolo come fare la rivoluzione da dentro un circolo arci.

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

giorno 11

giorno 5

giorno 6