giorno 17

Sono al bar sotto casa.
Il panorama umano è sempre lo stesso.
Vecchie merde putrefatte a leggere il giornale ed alcolizzarsi.
Sono arrapato nero ed ho il cazzo in tiro, duro come una fottutissima sbarra d'acciaio.
Logicamente sono uscito senza mutande e dalla tuta il durello si nota come un cazzo di Sputnik in partenza per Marte.
Eccola che entra, una strappona bionda che senza dubbio ha visto tempi migliori, si nota lontano un miglio che è una locomotiva alimentata a sborra. La scollatura non lascia nulla all'immaginazione e la gonna assomiglia ad una cintura da quanto è corta. Le calze smagliate ed il trucco sbavato la mostrano per quello che è: una vecchia tossica, dannatamente sexy: una venere fuoriuscita direttamente dall'inferno. Mi fissa, prima negli occhi e poi sbrana con lo sguardo il mio cazzo turgido. Alla radio parte una vecchia canzone degli Elastica

Keeping a brave face,
In circumstances,
Is impossible,
Cannot describe,
So many decisions,
It's impossible,T
o know which is,
The proper order,
The best position,
To be in,Take advantage.
Or so it seems
The way it goes.

Lo tiro fuori e comincio a segarmi trapanandola con lo sguardo. In quell'attimo tutto il contorno scompare: non esiste il bar, gli alcolizzati rancidi, i tramezzini stantii. Il tempo e lo spazio appaiono esattamente per quello che sono: nulla più che squallide illusioni dei nostri sensi.
Ci sono io. C'è lei.
Il mio movimento è ritmico e sempre più veloce, la mia venere tossica mi incolla il suo sguardo libidinoso e serio addosso, sta arrivando dritta alla mia anima e la sta rapendo. Ora sono suo. Non fa una mossa cazzo, non accenna un sorriso, nulla. Solo quei suoi occhi glaciali che mi trapassano come una lama e mi posseggono.
Il mio respiro si fa affannoso, sto per esplodere e lei lo sa. Non sono più io che muovo la mia mano, ma è lei che mi ha trasformato in una marionetta. Si avvicina lentamente, sensuale come solo il piacere distruttivo può essere, mi afferra la mano e la blocca, se la appoggia sul suo culo e comincia a strusciarsi, me lo prende in mano ed inchiodandomi con i suoi occhi dentro i miei dà qualche colpetto deciso.
Esplodo in un'eruzione devastante. Il mio corpo si accartoccia, la mia mente collassa ed il mio spirito viene risucchiato nell'abisso della lussuria.
Attende un attimo che mi riprenda, poi ancora quegli occhi magnetici addosso, si lecca le dita che colano di sborra calda, mi bacia intensamente. Il sapore del bacio della morte: fortissimo, brutale, sconvolgente. La morte che ti dà la vita. Quando stacca le labbra dalle mie sono completamente stordito, come se fossi appena atterrato su questo fottutissimo pianeta. Ancora quegli occhi addosso, misteriosi, penetranti, glaciali eppure così dannatamente famigliari, come se li avessi già incontrati, come se li stessi semplicemente attendendo da chissà quanto tempo. Un ultimo sguardo, l'attimo eterno prima di voltarsi ed andarsene. Senza una parola.

Cristo, oggi mi sono innamorato.

Commenti

Post popolari in questo blog

giorno 11

giorno 5

giorno 6